“Quando verrà fatta la presentazione?”. Anche se l’ufficialità è da certificare, tramite deposito delle carte che attestino il ritorno a Genova, nel Genoa, da dove aveva spiccato il volo, Mimmo Criscito, novello figliol prodigo dopo i sette anni trascorsi allo Zenit San Pietroburgo, scalpita dalla voglia di smarcare il primo appuntamento ed esaurire il conto alla rovescia. Domenica aveva lasciato lo stadio Ferraris con sensazioni covate a lungo dentro. Indovinate un po’ con chi? Nientepopodimeno che con Mattia Perin… “Dov’è? Ah, sta ancora completando le interviste Matta? Ma si è commosso in sala stampa? Eccome, se succede…”. Guarda caso poi si sono ritrovati a braccetto, gomito a gomito, nel ritiro della Nazionale per la prima del neo ct Mancini.

Buon sangue non mente in chi è cresciuto nel settore giovanile. Allattato da valori condivisi spesso già a partire dalla scuola calcio. La prima fondata in Italia. Doppia gioia nel giro di pochi giorni. Un colpo. Più un altro. Bang, bang. Prima la domenica in apnea. Con l’immersione, senza bombole, nella festa riservata dai supporter del Grifone. Poi di nuovo a sguazzare al Centro Tecnico Federale di Coverciano, per lui senza segreti come il giardino di casa, dove mancava da un paio d’anni. Dalla convocazione imbustata dal ct Ventura. “Per tornare qui, ho detto no a molti più soldi”. Alle offerte che altri club gli avevano fatto svolazzare sotto il naso. Non è bastato. Scelta di vita, scelta di cuore. E al cuore, si sa, non si comanda. “Sono felicissimo. Come la famiglia”.

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28 ottobre 2018