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1898 VS. 1906 Il primo Grande Genoa

(a cura di Aldo Padovano)

Se è vero che il quadrangolare grazie al quale venne assegnato il primo titolo calcistico italiano si disputò in una sola giornata, è altrettanto vero che non si trattò di una sporadica manifestazione bensì dell’avvenimento clou del 1897-1898, la prima vera e propria stagione calcistica del nostro Paese. Torino possedeva allora ben due sodalizi che praticavano esclusivamente il calcio (oltre alla Società Ginnastica che aveva aperto da poco una sezione di football e alla Juventus che però era ancora la squadra del Liceo Massimo D’Azeglio): l’International Football Club e il Football Club Torinese. Il Genoa Cricket and Athletic Club aveva sfidato le due società torinesi (unitesi per l’occasione) in un doppio scontro: perso di misura (0-1) quello del 6 gennaio a Ponte Carrega (nel primo incontro ufficialmente documentato della storia del calcio in Italia) si rifece con lo stesso risultato due mesi dopo a Torino. Anche l’Unione Pro Sport di Alessandria dovette soccombere in casa propria (2-0) come pure il Football Club Liguria di Sampierdarena, fondato nell’aprile del 1897 e a tutti gli effetti il progenitore della Sampdoria: 4 a 2 in primavera e 4 a 1 la rivincita in autunno. Anche l’equipaggio della nave britannica Clementine perse sia la partita d’andata che il ritorno mentre gli ufficiali della corazzata Revenge inflissero al “Cricket Club” l’unica vera debacle della stagione. Tutto era pronto per il primo campionato ufficiale istituito dalla Federazione Italiana del Football che nel frattempo in due sedute (15 e 26 marzo) si era costituita a Torino. Nella seconda data si decise il giorno e le società che avrebbero preso parte a quel primo scontro che avrebbe concluso la stagione sportiva di football. L’8 maggio 1898 nell’ambito dei festeggiamenti in occasione dell’Esposizione Internazionale per i cinquant’anni dello Statuto Albertino, ebbe luogo al Velodromo Umberto I di Torino – nei pressi dell’ospedale Mauriziano – il primo Campionato italiano di calcio. Nell’eliminatoria della mattina il successo arrise ai bianconeri (a striscie verticali) dell’International capitanato da Savage che avevano superato per 1 a 0 i gialloneri (anch’essi a striscie verticali) del Football Club Torinese del marchese Ferrero di Ventimiglia. E il Genoa (in camicia bianca) batté per 2 a 1 la sezione calcio della Società Ginnastica (maglia blù con striscia rossa orizzontale) presieduta dal Cavalier Bertoni. Al pomeriggio la finale venne disputata davanti a oltre un centinaio di spettatori per un incasso di 197 lire. Si conosce la formazione del Genoa: Baird, De Galleani, Ghigliotti, Pasteur, Spensley, Ghiglione, Le Pelley, Bertollo, Dapples, Bocciardo, Leaver. Dopo i tempi regolamentari Genoa ed International di Torino erano ancora sull’uno a uno. Nei supplementari il “golden goal” fu messo a segno dall’ala sinistra genoana Leaver. Un triplice grido di “Urrah!” da parte dei giocatori di entrambe le squadre (alla moda inglese) salutò la vittoria dei Grifoni che si erano così aggiudicati il primo campionato italiano di calcio. La Società si portò a casa una coppa generosamente offerta dal Duca degli Abruzzi, mentre a ciascun giocatore andò una medaglia d’oro stile rococò. Furono proprio queste medaglie – chiamate “targhette” – il simbolo tangibile della vittoria nel campionato. Di scudetto si parlerà soltanto nel 1924 e sarà di nuovo il Genoa la prima squadra ad appuntarselo sulle maglie. Iniziò così il primo ciclo della prima grande squadra di football italiana. Nella stagione seguente è ancora il Genoa (che ha definitivamente fissato la ragione sociale in Genoa Cricket and Football Club e ha adottato le nuove camicie a strisce verticali biancoblù) ad aggiudicarsi il titolo: battuto il FBC Liguria il 26 marzo 1899 nelle eliminatorie liguri, superò per 3 a 1 nella finale di Ponte Carrega del 16 aprile la vincente delle solite tre società torinesi in lizza: l’International FBC. Due settimane più tardi cinque giocatori genoani faranno parte della prima selezione nazionale in una sfida contro la rappresentativa svizzera al Velodromo Umberto I di Torino: finirà 2 a 1 per gli elvetici quello che può essere considerato a buon diritto l’esordio della Federazione Italiana del Football in campo internazionale (di Nazionale vera e propria si parlerà solo nel 1910). Nuovo secolo (o ultimo anno di quello precedente – a seconda delle due diverse scuole di pensiero) e nuovo titolo ad appannaggio del Genoa. Le eliminatorie regionali vedono vincitrici il FBC Torinese (sulla Società Ginnastica e – per la prima volta – sulla Juventus) per il Piemonte; il Milan (sulla Mediolanum) per la Lombardia; il Genoa (7 a 0 contro la Sampierdarenese) per la Liguria. Nell’eliminatoria interregionale il FBC Torinese avrà ragione del Milan potendo così sfidare il Genoa nella finale di Torino del 22 aprile 1900: la vittoria (3-1) arriderà per la terza volta alla Società genovese. La stagione successiva vede la prima sconfitta del Genoa in campionato: l’inarrestabile galoppata del Milan che – eliminate la Mediolanum e la Juventus – non si ferma neppure il 5 maggio a Ponte Carrega dove gli (anglo)genovesi dovranno soccombere ai rossoneri capitanati da Herbert Kilpin. Il 1901 va ricordato per un fatto importante: ancora un mutamento nei colori sociali che diventano granata e blù scuro disposti a quarti sulla camicia; è il primo passo verso la tonalità definitiva: qualche tempo dopo diventeranno rosso-azzurri e quindi (verso il 1904) irrevocabilmente rossoblù. Nel 1902 il Genoa riprende il suo filotto di successi. Il campionato comincia a farsi più corposo: il FBC Torinese ha la meglio nel girone eliminatorio piemontese, un vero e proprio mini torneo a quattro squadre, dopo lo spareggio con la Juventus. Nella eliminatoria ligure-lombarda il Genoa Club ha vita più facile anche se deve incontrare per la prima volta in campionato l’Andrea Doria, Società Ginnastica genovese la cui sezione del football è rafforzata da alcuni fuoriusciti genoani, non ultimo Franco Calì, futuro primo capitano della Nazionale. Dopo il derby vittorioso per 3 a 1 i genoani eliminano anche la Mediolanum. La combattuta semifinale a Torino contro il FBC Torinese (superato per 4 a 3 dopo i supplementari) spalanca le porte della finale agli uomini di Spensley. Il 13 aprile il Genoa – superando per 2 a 0 i rossoneri a Ponte Carrega – si riappropria del titolo che cederà solo nel 1905 alla Juventus (finalista anche nei due anni precedenti) e che gli permetterà di aggiudicarsi la coppa Fawcus messa in palio nel 1902 dal suo presidente e destinata alla squadra vincitrice di tre titoli consecutivi. E di altri primati dovette fregiarsi il Genoa in quegli anni pionieristici. Nell’ottobre del 1902 per la prima volta in Italia viene fondato dai rossoblù il “vivaio” per ragazzi di età inferiore a sedici anni. Questa iniziativa darà i suoi frutti e due anni dopo porterà al Grifone un altro primato: vittoria nel primo campionato riserve. Veniva così definito in realtà il torneo disputato dalle squadre giovanili delle varie società. Quella del Genoa, allenata dall’infaticabile dottor Spensley, era composta da validi elementi molti dei quali avrebbero sostituito i “fondatori” al termine della loro carriera. Nel 1903 il Genoa va ad incontrare – primo club italiano – una società straniera all’estero. Si tratta del Football VeloClub Nizza che il 27 aprile viene battuto per 3 a 0 nel suo stadio (anche la partita d’andata a Ponte Carrega aveva visto soccombere la squadra francese per 0 reti a 6). Sempre in quell’anno (a dicembre) il socio-giocatore Henry Dapples mette in palio una coppa particolare: è la cosiddetta Palla Dapples. Il premio infatti consiste in una sfera d’argento delle stesse dimensioni e delle stesse caratteristiche (con cuciture in rilievo) di un pallone da football. Oggi non si può capire l’importanza che avevano questi piccoli ma combattuti tornei quando il campionato rappresentava solamente il clou della stagione, ma molte di queste sfide (spesso con ricche coppe in palio) erano all’epoca considerate altrettanto importanti. La Palla Dapples, che prevedeva degli scontri diretti al termine dei quali ogni volta il vincitore si portava a casa il trofeo per poi cederlo alla squadra sfidante che lo avesse battuto, andò avanti per ben sei anni e attraverso 47 incontri. Il 20 dicembre 1909 se lo aggiudicò definitivamente il Genoa dopo che la Palla Dapples aveva decorato le sedi di Milan, Juventus, Torino, Pro Vercelli, Andrea Doria, Unione Sportiva Milanese. Nel 1906 stava volgendo al crepuscolo la stagione dei cosiddetti “fondatori”, il primo grande squadrone del calcio italiano: Spensley ha quasi quarant’anni, Pasteur all’incirca trenta, per loro e molti altri si avvicina il momento del ritiro.Quell’anno il Genoa non riesce ad arrivare in finale (dove se la vedranno il Milan e la Juventus) ma due altri primati (il primo negativo il secondo decisamente più simpatico) vanno ad arricchire il palmarès che nei decenni a venire sarà ulteriormente rimpinguato. Il 18 marzo la partita con la Juventus (a Torino) viene sospesa a causa della prima invasione di campo della storia del calcio italiano. La partita verrà ripetuta il 1 aprile – a Milano in campo neutro – e da Torino e da Genova vengono organizzati i primi due treni speciali di tifosi.