BERTOLACCI: “QUANTO MI SIETE MANCATI”

16 luglio 2017, 17:32

 

Un sorriso grande così. Per tornare a giocare nello stadio dove alberga fierissimo il bandierone “un cuore grande così”. Volli, sempre volli, fortissimamente volli. Per spiegare cosa significhi la felicità, il linguaggio del corpo non mente e valorizza il senso delle parole. L’arrivo a Neustift salutato dal boato dei tifosi. Gli abbracci con compagni e staff come un assist sotto la Nord. Contare i giri. Assist e gol. Perché Andrea Bertolacci, nelle tre stagioni con la maglia del club più antico in Italia, aveva lasciato il segno. Un segno potente, come i suoi missili di sinistro. “Sono contento di aver ritrovato quella che ritengo un po’ la mia seconda casa. Avevo altre proposte, questa la più stimolante. Ho ritrovato l’affetto del popolo genoano dopo un periodo difficile, in cui ho provato dispiacere per non aver espresso con continuità il mio potenziale con la complicità degli infortuni. Ho girato pagina, penso al Genoa. L’ho seguito a distanza e confesso di aver sofferto a vederlo lottare per la salvezza. Mi sono mancati il Genoa, Nervi, le abitudini, il mare. Da avversario ogni volta che a Marassi salivo le scalette che conducono al campo, sentivo qualcosa dentro. E’ lo stadio che mi ha dato le più forti emozioni. Torno con il bagaglio di esperienze maturate in un club importante come il Milan. Uno degli obiettivi è formare una giusta mentalità e cementare l’unione all’interno del gruppo, fattori che forse erano venuti meno. Spero di poter diventare un punto di riferimento in campo e fuori, soprattutto per i giovani e per promuovere il senso di appartenenza di chi indossa questa maglia. A centrocampo ci sono elementi che garantiscono un mix di qualità, quantità, corsa, grinta. Credo di aver dato il meglio nella mia carriera in posizione centrale, non ho ancora parlato con lui, ma sono a sua disposizione. Non è il momento di sbilanciarsi sui traguardi da puntare, coltivo pure un pizzico di scaramanzia. Volando bassi però eravamo riusciti a salire in alto in passato. Nell’anno del Mondiale ambire a un ritorno in azzurro, dopo una grande annata in rossoblù, potrebbe essere un’altra meta da raggiungere”.