Il dolore è scolpito nelle pietre. Quelle pietre nei muri a secco che incorniciano la collina di Di Negro, nel quartiere di San Teodoro, sopra il porto, dove Vincenzo ‘Claudio’ Spagnolo viveva. Su e giù per i tornanti con la moto. Chilometri alle spalle, quanti da fare. Quest’anno sono 25 dalla vile uccisione. “Basta lame, basta infami” fu scritto in un comunicato redatto a caldo. Come ogni anno “Spagna” sarà ricordato nell’anniversario (alle 14), in una commemorazione dove la retorica non è ammessa. Davanti al ceppo sul piazzale di Marassi, meta di pellegrinaggio. Davanti alla targa affissa sul muro della Gradinata Nord. Ammazzato a 24 anni “per mano assassina e antisportiva”. Le lezioni dei famigliari, guidati da papà Cosimo, hanno fatto scuola in questo tempo. Sospeso in un percorso senza ritorno o vie di fuga.

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