Ci ha lasciato nella notte Tarcisio Burgnich. Allenò il Genoa dal’84 all’86 e, in seguito, nella stagione 1997/98. Tra gli eroi di quella Nazionale scolpita nell’immaginario per le imprese al Mondiale di Messico 1970. Ne giocò tre. “Al Genoa voglio bene” raccontava, come osservatore al Ferraris, a chi lo avvicinava per scambiare due parole o una pacca. Aveva spalle larghe, da friulano doc. Era stato Armando Picchi, altra icona del calcio (ricorre oggi il 50° anniversario della scomparsa), ad affibbiargli il soprannome di “Roccia”. Dopo aver visto Novelli, ala sgusciante della Spal, andare a sbattergli contro, rimbalzare a tre metri e faticare a rialzarsi. Vice-campione del mondo in azzurro, campione europeo nel 1968. Vinse tanto con l’Inter, e non solo. Le virtù di un uomo tutto d’un pezzo, le qualità dei difensori di una volta.

 

Il Genoa Cfc esprime il proprio cordoglio ed è vicino alla moglie Rosalba, ai figli Simonetta, Patrizia e Gualtiero, ricordando il Mister con affetto e partecipando al lutto del calcio italiano.

 

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