Se n’è andato nella notte, a 88 anni, Vincenzo Occhetta. Il mondo genoano piange un simbolo, oltre che un suo grande rappresentante. Il capitano dei primi anni Sessanta (oltre un centinaio di partite e un gol) aveva impiantato radici a Genova appese le scarpe al chiodo. A Nervi gestì per anni un negozio di abbigliamento sportivo, una presenza benvoluta in tutto il Quartiere Azzurro dove abitava. La Genova rossoblù perde un totem. Con emozione aveva varcato la soglia del Museo della Storia del Genoa di recente, per rispolverare i ricordi del passato ricevendo un’accoglienza da re. Libero vecchia maniera e dotato di tecnica e personalità, in fase di possesso si trasformava in mediano per impostare il gioco. Un fulcro per diverse squadre con compagni come Pantaleoni e Bolzoni, Bean e Colombo. Gente che ha fatto la storia. Vinse lo scudetto con il Milan, due Coppe delle Alpi con il Grifone. “Allo stadio vado di rado, il Genoa lo porto dentro” aveva confidato con gli occhi che brillavano. La notizia della scomparsa non lascia insensibile chi porta i capelli bianchi. Di padre in figlio. Dna Genoa.

 

Tutto il Genoa Cricket and Football Club si stringe alla moglie Elena ricordando con immenso affetto ‘Enzo’, il suo straordinario contributo e il senso di appartenenza ai nostri colori.    

Il funerale si terrà giovedì 19 dicembre alle ore 11.30 preso la Parrocchia di S. Maria Assunta di Via Guglielmo Oberdan.

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