Un uomo, prima che un giocatore, di classe. Così in campo, così nella vita. Lo attestano i ricordi di queste ore e il Genoa si unisce al lutto. Mariolino Corso se n’è andato, per un beffardo tiro del destino, al’età di 78 anni. Mattatore nella grande Inter dove giocò dal 1957 al ‘73, chiuse la carriera nel Grifo dove ebbe allenatori Sandokan Silvestri, Vincenzi e Gigi Simoni. Due stagioni dal 1973/74 (23 presenze e 3 reti in Serie A, 3 gol in Coppa Italia) al 1974/75 (3 presenze nel torneo cadetto), costellate di giocate d’autore e un grave infortunio: la rottura della tibia nell’ultima rete firmata in rossoblù. Un legame profondo rinfrescato da una recente visita al Museo della Storia del Genoa. Dopo la parentesi di allenatore in diversi club, la sua è sempre stata una presenza assidua al ‘Tempio’, nella veste di osservatore per il club nerazzurro. Respirava aria di casa. Sotto la Lanterna visse stagioni complicate, incontrare i vecchi compagni però era sempre un motivo di festa. Gli anni di Rosato e Simoni, Maselli e Bordon, Rossetti e Corradi. Era conosciuto come il “piede sinistro di Dio” e “Mandrake”. In quelle punizioni, per le quali ha fatto scuola, imprimeva effetti e traiettorie che parevano accecare i portieri. Un percorso caratterizzato dalla conquista di trofei, scudetti, Coppe del Campioni e Intercontinentali. Una carriera in Nazionale forse mai decollata del tutto.

 

Tutto il Genoa Cricket and Football Club porge sentite condoglianze alla famiglia e prende parte al lutto del mondo del calcio.

 

 

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