Terza vittoria consecutiva e una serie di cinque risultati utili al Ferraris. Il Genoa di mister Ballardini (17 punti in 8 partite, giù il cappello) non si ferma più. Questa volta ci lascia le penne una big.

Nella prima parte il Napoli fa tanto possesso, mostra personalità nel palleggio ed è efficace nelle verticalizzazioni, anche se deve fare i conti con un Genoa determinato che usa un cinismo da Champions per colpire con la migliore percentuale realizzativa in Serie A. Non è un caso, semmai un merito. Gli ospiti prendono subito le misure e trovano Perin che smanaccia, respinge e devia le conclusioni di Zielinski, Lozano e Di Lorenzo in pochi minuti. Marchiamo il punto al primo affondo. Badelj tira la pasta servendo un assist perfetto per Pandev, ‘Goghi’ inforna nella porta di Ospina con un tocco di giustezza. I nostri prendono sicurezza. Gli avversari continuano a fare la partita e sprigionano altre fiammate. Perin intercetta la stoccata di Politano e poi si salva sulla capocciata di Petagna rispedita dalla traversa su palla inattiva. Quando riusciamo ad alzare il baricentro facciamo male. Anzi, benissimo. Il raddoppio è un altro cioccolatino da scartare. Destro recupera in pressing la sfera, Zajc la scodella a Pandev che, freddo come un esquimese, sfodera una piroetta e la schiaffa dentro facendole baciare il palo. È tutto vero, ragazzi! L’applicazione in ogni zona del campo è degna di un ingegnere nucleare. Prima dell’intervallo Elmas avvia e conclude una galoppata a tutta, trovando Perin a tirare le briglia e mantenere il doppio vantaggio, pure sul tentativo di Zielinski. Lotta, sacrificio e raziocinio. Due tiri, due gol. Il bello del calcio. E andiamo!

Andiamo a disputare la seconda frazione sapendo ciò che ci aspetta. Occorre resistere per evitare di prestare il fianco alla voglia degli azzurri di riprenderla, senza porci limiti in avanti. Zappacosta è il primo a provare un diagonale che si perde sul fondo. Dietro Radovanovic comanda le operazioni insieme a un Criscito effervescente. Strootman in mezzo al campo pulisce palloni e lucida la manovra con la sua maestria e una condizione in crescita. Difendiamo con ordine e ripartiamo con puntualità. Gattuso inserisce Insigne e Osimhen per aumentare il potenziale offensivo, ma è Politano a sferrare un missile fuori di poco, seguito poi  dallo stesso Osimhen che non inquadra da posizione favorevole. Teniamo botta e ci affidiamo alle nostre geometrie. Forze fresche dalla panchina con Behrami e Scamacca. Ci incolliamo agli altri con il vinavil per non farli giocare troppo guardando la porta. Il Napoli trova pane per i suoi denti e un Perin in versione Yashin su una staffilata di Demme che penetra in area dopo un slalom. Riusciamo nell’impresa di coprire gli spazi e abbiamo fortuna su un destro di Insigne che si infrange sul montante. Entra Portanova al debutto, fuori una punta. Politano accorcia le distanze sfruttando un errore in disimpegno. Gli ultimi minuti non passano mai. Siamo ancora reattivi e raschiamo le energie dal fondo del barile. Il finale è al cardiopalma, abbiamo le coronarie buone. Al triplice fischio vediamo o sole mio. Anche di sera si può. Grandi ragazzi!

 

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