Storie di punizioni e missili terra aria. Di valvole magiche e ‘tres dedos” per amici. Di traiettorie a zig zag non leggibili dai radar in dotazione ai portieri. L’11 novembre del ’90 debuttava, in una trasferta a Firenze (2-2), Claudio Ibrahim Val Leal. In arte, Branco. Campione del mondo con la nazionale verdeoro. Idolo dei tifosi con quella faccia un po’ così. Potere di quelle ‘sberle’ che sganciava dal piede sinistro. Con la Juve, con il Liverpool. Con la Sampdoria. Con, con, con. Quasi tre campionati in rossoblù (otto gol), imperlati da un quarto posto e dalla semifinale di Coppa Uefa. Calcio allegria. Allegoria del carnevale del football. Tutti sopra il carro, olè. Musica per le orecchie.

 

 

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