Una tacca in Serie A con il Genoa, un’altra in B con il Mantova. Nato a Legnago il 9 luglio del ’39, due Coppe delle Alpi vinte (1962 e 1964) con una promozione e una retrocessione nelle stagioni in rossoblù, Mario Da Pozzo è rimasto famoso per l’inviolabilità della porta (791’) nel campionato ‘63/64. Gli almanacchi riportano 122 presenze in campionato nella prima metà degli anni Sessanta. Prese poi altre strade, senza dimenticare le abitudini. Da estremo del Mantova, nel torneo cadetto, sigillò la porta per 878’ nel 1970/71. Un contributo fondamentale alla scalata in paradiso del team virgiliano. Inter, Catanzaro, Varese, Napoli, e come capolinea Verona, le altre tappe di una carriera piena di parate e aneddoti. La tragica perdita dell’allenatore Santos, in un incidente stradale, lo segnò nel profondo tanto da ospitare a casa le figlie. Dal Genoa di Occhetta e Rivara, Baveni e Pantaleoni. Quello di mister Gei. A compagni come Giacomini, Locatelli, Meroni con cui condivise un mucchio di esperienze, insieme alla passione per il gioco più bello del mondo.

 

 

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