Troppo brutto nel primo tempo, troppo bello nel secondo! Non c’è via di mezzo. Il Genoa vince il derby in rimonta 3-1 con una ripresa da mille e una notte!

E’ una salita ripida come quella del Righi l’avvio di partita. I blucerchiati, con una sola punta di ruolo, alzano il sipario, fraseggiano nel breve e costruiscono azioni pericolose facendo densità nel mezzo. Marchetti devia sulla parte alta della traversa una conclusione di La Gumina. Si oppone a una di Silva, vede sfilare a lato un altro tentativo di La Gumina e infilarsi nel sette il vantaggio di Verre. Un frisceu che sparge l’olio dell’acidità nello stomaco, a differenza del precedente in campionato la protezione è un optional. Il Genoa assiste, costruisce da dietro, fatica ad arrivare in area. La sveglia suona su corner, che l’inse. Goldaniga versione Balilla svetta mandando fuori dallo specchio. Sulle seconde palle sono più reattivi gli avversari, è una gara a inseguire per lo più. Ci vuole un cambio di rotta, di vento. Un guizzo, una giocata, un’idea. Un modo per nutrire la speranza, da crescere come una piantina di basilico al caldo di una serra. Nel finale la Sampdoria arretra il baricentro e i nostri accennano ad affilare il becco, senza impegnare Audero. Un primo tempo assai timido, introdotto dall’omaggio al Pibe de Oro.

Nella ripresa la crociata riparte con i subentrati Badelj e Melegoni, l’incarico è di rimettere ordine. Il minestrone mescolato al centro del campo non ha funzionato, il tecnico Maran apporta i correttivi e azzecca le mosse. Pronti, via. L’inizio è promettente e la compattezza tra i reparti migliora. E pazienza se la strada da percorrere risulta lunga come la sopraelevata. Il Genoa si scatena con il passare dei minuti. La difesa regge sotto i colpi cerchiati e il pareggio arriva con una ripartenza capolavoro. Pellegrini lancia con il contagiri, Shomurodov si invola servendo Scamacca e la rete si gonfia come un panettone nel forno. Animo, gente! Tutto il bello del calcio perché arriva il raddoppio. Dalla sinistra Pellegrini scodella, Scamacca incorna su Audero, poi Lerager indirizza oltre la linea anche la fama di uomo derby. E tre! E’ ancora Scamacca a far saltare i genoani davanti alla tv con una pennellata dal limite, precisa e potente, come affiorano in un quadro del Piola. Evvai! Il risultato è in ghiaccio. Una trasformazione da Houdini, caro e vecchio Balordo!

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