Torniamo alla vittoria (2-1) in un match di fondamentale importanza per la stagione. Un Genoa concreto e determinato nella ripresa risale la china con due gioielli di Scamacca, la prova del collettivo e la saracinesca tirata giù da Perin.

Il primo tempo se ne va senza che riusciamo a ingranare la marcia e chiudendolo in svantaggio. Ritmi compassati, pochi smarcamenti e idee sporadiche. E dire che in avvio troviamo una certa profondità per distenderci. Il Parma carbura piano, poi accentua la pressione cercando sul lato destro l’isola di Man. Sua la prima conclusione debole tra le braccia di Perin. I padroni di casa la sbloccano con Pelle’ che riceve una sponda dell’ex Kucka davanti alla porta, il controllo di spalla precede la rovesciata che fa male e marca la differenza. Siamo sotto. Della serie come complicarsi la vita. I nostri faticano a trovare i link per collegare i passaggi e armare le trame di gioco. Alziamo il baricentro senza convinzione e senza creare opportunità da rete nella prima mezz’ora. Rimaniamo impigliati come reti dei pescatori sul fondo. La partita non decolla tra interruzioni e imprecisioni. Ci prova Kurtic, sugli sviluppi di una punizione, per i padroni di casa. La deviazione aerea viene calamitata dalla maglia fosforescente di Mattia. Nel mezzo si danno e si prendono. Più le prendiamo. Difettiamo nello sprint per aprire spazi, saltare gli ostacoli e la siepe dei sedici metri difesi da Sepe. Solo nel finale ci facciamo vedere in attacco con un tentativo di Destro su cross di Czyborra. Non va. C’è da remare nella ripresa.

Nella seconda frazione si vede tutto un altro Genoa. Negli spogliatoi cambiamo muta di maglie e pelle con i cambi decisi da mister Ballardini. Dentro Pjaca e Scamacca, fuori Czyborra e Shomurodov. L’inizio è da brividi. Ci salviamo su una capocciata di Kucka fuori misura e finalmente passiamo all’incasso con un’azione elaborata. Prima da una parte e poi dall’altra. Alla fine il destro secco di Zappacosta trova il tap-in di Scamacca prontissimo a firmare il pareggio. Animo, ragazzi! Tutto da rifare per i locali alla ricerca dei tre punti per restare a galla. Adesso siamo noi a lasciare il pallino e giocare sulle ripartenze. Divieto di mollare l’osso. Il compito di spolparlo viene condiviso da Behrami e quindi da Biraschi con la terza e quarta sostituzione. Nel frattempo Perin oppone i guantoni, con un gran riflesso, sulla botta di Brugman da distanza ravvicinata. Evvai! Ancora lui: Scamacca! Il 9 scambia con Pjaca (tacco) e centra il raddoppio tirando una bordata nell’angolo di sinistra da fuori area. Alleniamo l’attenzione e monitoriamo i movimenti dei gialloblù come telecamere installate sulle strade. Zajc ha il piede caldo sulle palle inattive e per poco Scamacca non centra la tripletta con una incornata delle sue. Il Parma ci prova con Man, Perin è ben piazzato e smina la minaccia. Nel finale con Rovella in campo reggiamo sino a tagliare il traguardo dei tre punti.

 

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