Equilibrio, cinismo, compattezza. Senso del gol. Una grande prova di squadra. Nel giorno delle assenze, a partire dal capo-cannoniere Bianchi a cui i compagni dedicano la vittoria, la Primavera passa sul campo della Fiorentina con quattro squilli. Al Bozzi finisce in trionfo (4-0) per i grifoncini che salgono sulla giostra colpendo come al luna park. Ha di che essere soddisfatto mister Chiappino. La risposta non solo sotto l’aspetto mentale, dopo il primo ko in casa della Roma, è servita su un vassoio dove brillano tre punti e non solo. Tre reti nel primo tempo marcano la differenza. La prima, tutta in velocità, prima della mezzora. Piccardo innesca Masini che lancia su Eboa che libera al tiro Verona Gronberg. Il diagonale secco s’infila sotto le gambe di Chiorra. Il secondo assist di Eboa, controllo e scavetto, facilita il raddoppio di Klimavicius. Poi Moro di testa, sugli sviluppi di un corner, sgancia il tris prima dell’intervallo. Sparuti i pericoli corsi da Vodisek, attento a chiudere su una conclusione di Pierozzi. La doppietta personale di Klimavicius, a inizio ripresa, vale la doccia fredda per i ragazzi di Bigica. Il destro non lascia scampo. Il Genoa si fa intercettare un rigore con Zennaro, per atterramento di Moro (timbrerà un palo) decretato da Di Cairano. Perfetta la direzione dell’arbitro con la collaborazione degli assistenti. Il resto è mancia.

 

 

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25-11-2019 20:45
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