Uno di quei giocatori che non hanno, avevano, bisogno di alzare trofei per farsi amare e benvolere. Di quelli che lasciano il segno. Per un gol salvezza, una corsa sotto la curva. Una parola genuina nello spogliatoio. In tutti i posti e con tutte le maglie. Generoso, caparbio. L’ariete romantico di un altro calcio. Così in campo, così nella vita. A Bologna come a Genova, a Roma come a San Benedetto. Giuliano Fiorini, nato il 21 gennaio 1958 a Modena, ha vestito la maglia del Grifone nel 1982/83 (3 gol in 19) e nel 1984/85 (11 in 31). Lento di passo, rapido di pensiero. Un bel repertorio tecnico, acrobatico con quella stazza. C’è una vecchia foto, scattata al Ferraris, che lo immortala in uno stacco canguresco. Un volo pazzesco dentro un gol al derby. Un personaggio fuori dagli schemi, lontano dalla retorica, allergico ai manierismi. Se n’è andato nel 2005 per il vizio del fumo. Lui che agli esordi poteva accettare un ‘gotto’ di bollicine nel pre. Prima di stapparle poi in campo.

 

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