Sul punto più alto a suon di vittorie. Uno a zero. Il sesto scudetto appeso all’albero della cuccagna dei primordi. Un fotogramma che etichetta una data: 27 marzo 1904. E schiude all’epopea di un campo, il leggendario campo di Ponte Carrega, raffigurato come un must nelle enciclopedie. La culla più culla del nostro calcio. Lo stesso dove – il 6 gennaio 1898 – venne ospitata la prima amichevole in Italia. Ramo football. Quel 27 marzo si gioca la finale del campionato. Di qua il Genoa, di là la Juventus. Il vento liscia la Val Bisagno e i baffoni dei pionieri. Il Grifone si presenta con Spensley, Bugnion, Rossi, Pasteur I, capitan Senft, Schoeller, Salvadè, Goetzloff, Agar, Pasteur II e Pellerani. Nulla di fatto nel primo tempo. Poi uno spettacolare tiro di Bugnion, da distanza siderale, spezza l’equilibrio per la gioia dei supporter a bordo campo o affacciati dalla club house. Il Genoa si porta a casa lo scudetto e la Coppa Fawcus, assegnata per la vittoria di tre campionati consecutivi.

 

 

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