Era l’estate del 1923. Il Genoa aveva vinto il campionato da imbattuto. Negli Usa era uscito il primo numero del “Time”. In Italia era stato costituito il Parco Nazionale d’Abruzzo. Il 28 luglio, una comitiva di 13 giocatori integrata da quattro prestiti, guidata dal capo-spedizione Ghiorzi e dal tecnico Garbutt, si imbarcava sul transatlantico Principessa Mafalda. Era la prima tournée del Grifone in Sud America. Certo: le partite contro le selezioni Nazionali dell’Argentina e dell’Uruguay. Come no: l’invito delle istituzioni a eventi e la partecipazione a celebrazioni. E’ il caso del saluto a Buenos Aires, tra due ali di folla, al monumento del generale Belgrano promotore dell’indipendenza. Ma, soprattutto: il calore dei migranti. Caldo come la teglia di una farinata uscita dal forno. Il calore di migliaia di liguri e genovesi che, stringendosi al Grifone in quel contesto, ma se ghe pensu, riallacciavano i fili con la terra di origine, nutrivano le radici rimaste al di là dell’oceano. Abbracciavano idealmente famigliari, parenti e amici.

 

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05-02-2023 16:15