Il Genoa torna pirata proprio nel golfo dei poeti. Passa da Spezia la stella cometa che indica la strada. Il ritorno in panchina del ‘Balla’ coincide con una vittoria meritata che vale oro per il resto del cammino. Finisce 2-1.

Il Grifone gioca in maniera intelligente nel primo tempo presentando un assetto corto ed efficace. Compattezza ed equilibrio nella logica schierata da mister Ballardini che costruisce le fondamenta della casa con una difesa a 5. Partono meglio i nostri. Alla prima occasione sono però gli altri a passare. Dalla destra Gyasi serve Nzola che anticipa tutti e la deposita dentro. La reazione è immediata. Dopo un tentativo respinto di Destro con il portiere fuori dai pali, esce infatti il pareggio dall’arsenale rossoblù. Di precisone, non è un siluro. Pandev dà lezioni sulla trequarti e Destro arriva con la slitta per realizzare l’1-1. Lo Spezia cresce nella mole di gioco, senza impensierire sul serio Perin. Criscito e compagni rispondono colpo su colpo e, alla vista, si fiondano oltre la linea aquilotta come incursori della Comsubin, senza afferrare il tesoro. Siamo bravi a chiudere gli spazi, sempre concentrati a mettere in pratica le direttive. A volte manchiamo il controllo, o perdiamo il tempo della giocata, per poter risultare più incisivi in attacco. C’è di che essere soddisfatti, tirando le somme, per la tenuta complessiva.

Dopo l’intervallo si riparte con Masiello e soci che si attaccano alle maglie bianche come muschio al presepe. Questa è la missione. Corriamo un brivido su una percussione di Estevez deviata in angolo. I locali girano in velocità il pallone per dare luce alla manovra. Badelj nel mezzo funge da metronomo con il supporto sostanzioso ai lati di Behrami e Lerager. Lo Spezia costruisce palla a terra. Il Genoa ricorre ai lanci per alzare il baricentro, intanto dalla panchina entrano Zajc e Zappacosta. Il campo fradicio aumenta il coefficiente della fatica e la difficoltà dei cingoli nella presa. Le opportunità da rete difettano, i ritmi non si incendiano. Manca un fuoco di artificio? Il Vecchio Balordo è in controllo e guadagna un penalty sacrosanto, grazie all’intervento della Var, procurato da Behrami e trasformato da Criscito. Dentro pure Rovella e Scamacca che si fa vedere correggendo di testa su corner. Destro fugge, il tiro è debole. L’ultimo cambio chiama in causa Pjaca. Resta da stringere i denti prima di sfoderare finalmente un sorriso al tredicesimo tentativo. Che combinazione. Scamacca si mangia il terzo in contropiede, ma termina così. Era l’ora, dai: buon Natale!

 

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08-12-2022 15:00
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