Una sconfitta che brucia. Come tutte. Il Genoa cincischia e gioca contratto. Il Benevento marca la differenza con due gol nella ripresa. Il succo è tutto qui.

Una fase di studio prolungata inaugura la prima frazione in cui nessuna delle due riesce a prendere con decisione il sopravvento. I padroni di casa provano a metterla sulle verticalizzazioni e guadagnano un paio di punizioni da posizione invitante. I frutti restano sull’albero. Un tentativo di Letizia finisce tra le braccia di un attento Perin. I nostri formano una siepe nel mezzo da cui sbucano raramente per produrre azioni ficcanti con i crismi della pericolosità. La classifica pesa come i punti in palio al Vigorito. È Pjaca allora a sprigionare il talento per tagliare un paio di avversari e tirare alto di poco al termine di una efficace manovra corale sul fronte di sinistra. I ritmi restano piuttosto compassati, gli spazi intasati in ogni zona. Il Genoa cresce dentro una condotta tattica, molla il freno e va vicino al gol con una sciabolata di Shomurodov, servito da una torre di Destro, che costringe Montipo’ ad allungarla sul fondo con la manona. Due squadre che si annullano, il punteggio rispecchia l’andamento.

La ripresa si apre con la pressione dei locali che collezionano angoli senza spine. È ancora Pjaca a suonare la carica e puntare la porta con una ripartenza fermata fallosamente. Il destro di Sturaro si infrange sulla diga giallorossa. La frittata esce con una palla persa in malo modo, Insigne si incunea e incrocia il sinistro gonfiando la rete. Benevento avanti. Dalla panchina si alzano Criscito, Pandev e Radovanovic. Fatichiamo ad aumentare i giri per  spostare gli avversari e aprire varchi. I movimenti senza palla latitano. Abbondano invece strada facendo le perdite di tempo come nel gioco delle parti. Su contrasti, precisione nelle giocate e seconde palle lasciamo a desiderare. La reazione è timida, entrano prima Scamacca e poi Zappacosta per l’ultimo tratto di match più recupero. Il Grifone prende il pallino e lavora ai fianchi la squadra di Inzaghi. C’è da raschiare le ultime energie dal fondo del barile, ma alla fine arriva pure il raddoppio su rigore trasformato da Sau. Purtroppo un altro viaggio a vuoto in questo campionato che per il momento ha le sembianze di una via crucis. Finisce 2-0. Finché c’è vita c’è speranza.

 

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08-12-2022 15:00
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