Una di quelle storie da raccontare. Di quelle che gonfiano i cuori e sbocciano sui campi. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” cantava Faber in un altro campo. Nel campo delle strofe poetiche di “Via del Campo”. Certi valori emergono, l’altruismo in prima fila. Succede nel gennaio 2020. Una partita come tante altre. Il campionato della leva 2003. Mattia Agnese, calciatore dell’Ospedaletti del presidente Barbagallo, florido settore giovanile di 200 tesserati, affiliato alla Genoa Academy da un paio d’anni, soccorre Matteo Briano, giocatore della Cairese. Esanime a terra dopo uno scontro di gioco. “Mi ero informato sulle procedure dopo un episodio simile in passato”. Occorre fare in fretta. “Mi sono reso conto che Matteo non respirava più, l’ho messo in una posizione di sicurezza. Poi gli ho tirato fuori la lingua per evitare che soffocasse. E ho chiesto l’intervento dello staff della Cairese”.

Lo scorso maggio Mattia, sul quale si sono concentrate le attenzioni di network italiani e internazionali (“Meglio non esagerare” il premuroso consiglio di mamma e papà, nel solco tracciato insieme ai dirigenti dell’Asd Ospedaletti), è entrato nella Hall of Fame del calcio italiano. Ha vinto il premio Fair-Play 2020 varcando la porta del Museo del Calcio di Coverciano. Giovedì prossimo, nell’ambito dei F.I.F.A. Awards, in gara per la stessa categoria, Mattia potrebbe essere incoronato, su scala mondiale, con il riconoscimento assegnato dal massimo organismo calcistico. I candidati si contano sulle dita di una mano. Una storia che profuma di bucato steso. Di buono come quei fiori di cui è piena la riviera ligure di ponente. Da dove la storia arriva. E ritorna. Per la prima volta un italiano concorre al premio. Una storia che fa scuola. Per l’importanza di divulgare i protocolli di primo soccorso e adottarli nella pratica formativa.

 

 

NEWS CORRELATE

Prossima partita

Genoa
- VS -
Benevento
20-08-2022 20:45