Sono le aquile a spiccare il volo. Ma che carattere, il Vecchio Balordo! Bravi a metà. La Lazio fa suo il confronto n. 102 con il punteggio di 4-3, rischiando la rimonta rossoblù nel finale, dopo aver ipotecato i tre punti nel primo tempo chiuso in doppio vantaggio. Nella ripresa succede di tutto. Il Genoa la riapre due volte trovando le energie per rifarsi sotto. I padroni di casa mettono pressione e, nei primi venti, affondano i colpi e occupano le posizioni per mettere la porta nel mirino. Perin volteggia per respingere i tentativi di Immobile, Lulic e Milinkovic Savic. Un altro paio sfilano a lato dei pali. Il Grifone accende la luce a intermittenza e prova a rispondere. L’incendio divampa alla mezzora. Il filtrante di Luis Alberto è finalizzato da una carambola che premia il tocco di Correa. Immobile sigla poi il penalty concesso per una trattenuta. Ci scuotiamo con una staffilata di Strootman deviata da Reina. Nell’intervallo dentro Pjaca, Scamacca e Ghiglione. L’ala di scuola Genoa fugge sulla destra e provoca l’autorete di Marusic, prima che Luis Alberto e Correa, con due destri a giro, firmino quel che sembra una condanna in anticipo. Non è così. Siamo vivi, con Rovella e Cassata in campo, e torniamo a galla. Badelj si procura il penalty trasformato da Scamacca. Poi serve la palla-gol che Shomurodov schianta in rete di collo sinistro. Il forcing conclusivo è infruttuoso.

 

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