Trattava la palla come Listz il pianoforte scriveva di lui Edilio Pesce. Il 19 gennaio del 1947 Juan Carlos Verdeal, tre stagioni in rossoblù, sbucò dalla siepe della sua leggenda per saltare in una giornata delle sue. Quattro gol nella stessa partita. Un 5-0 alla Fiorentina. Fuoriclasse capace di giocate strabilianti, dribbling al fulmicotone, gol di rara fattura. Le lande della classe, la musica del calcio. Un poker come, nella storia del Vecchio Grifone, era riuscito a Cattaneo (1939), a Neri (1941). E poi a Mario Boye (1950) e a Piatek (2018). I genoani si davano di gomito al Ferraris, palla ai piedi poteva succedere di tutto. I genoani alzavano il cappello al suo passaggio. Segnò trentuno reti e generazioni di tifosi. L’arte del calcio, Juan Carlos Verdeal. Accolto come un re al suo ritorno.

 

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