Tra il Grifone e l’Aquila al Ferraris non ci sono prede e cacciatori. Il Genoa conquista con pieno merito il secondo risultato consecutivo della nuova era Ballardini riacciuffando la partita nella ripresa (1-1).

Occorre mettersi subito ai remi per arginare l’inizio sprint degli ospiti che fanno loro la mediana per surfare verso Perin. L’onda bianco celeste schiuma il vantaggio su calcio di rigore, assegnato con il supporto della Var per un presunto contatto di Zapata su Milinkovic. Restano dubbi per l’intervento del colombiano che svetta e colpisce di testa. La reazione è immediata con Destro che va in guerra con l’attimo fuggente, mentre i ragazzi di Inzaghi continuano a condurre il gioco e sprecare punizioni servite su un piatto d’argento. Il terreno zuppo rallenta le triangolazioni in velocità. Il Grifone stenta a trovare spazio per volare con le sue ali sulle rotte esterne: le marcature preventive impediscono di sviluppare geometrie efficaci per arrivare dalle parti di Reina. Zapata è costretto al forfait e gli subentra Radovanovic. Il baricentro intanto viene spostato in avanti per aumentare la pressione nella zona nevralgica. Il finale di primo tempo si chiude con un tiro dell’ex Immobile a lato e uno di Pjaca che impegna il portiere. Si va al riposo sotto la pioggia e nel punteggio.

Si riparte con Shomurodov e Zajc per sparigliare le carte, riprendere le misure e accendere il fuoco che mister Ballardini aveva indicato alla vigilia. La legna strepita nel caminetto. Sarà l’aria delle feste, l’avvio innesca le speranze. La squadra tiene meglio e sale con maggiore disinvoltura. Gli angoli collezionati segnalano un cambio di andamento: è un Genoa più equilibrato nelle due fasi e rapido a fare partire l’azione. È Luis Alberto a suonare la sveglia tra i suoi con un fendente deviato, ma il botto di inizio anno è firmato da Destro per l’1-1. Un contropiede da manuale! Shomurodov si invola e serve Mattia che infila di piatto. Dalla panchina si alza Scamacca. I coast to coast vanno nelle due direzioni, l’incontro resta aperto a qualsiasi soluzione. I nostri reggono, mentre gli altri spingono trovando pane per i loro denti. Shomurodov sfiora il raddoppio con un diagonale che sfila di un amen sul fondo. Che peccato! Siamo noi forse ad averne di più, anche se il finale è di sofferenza. Le ultime energie, un ultimo sforzo. Neanche il recupero sposta l’ago della bilancia. Finisce con un pareggio la prima dell’anno.

 

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