Di più antichi non ce n’è, sebbene tarato su rifacimenti completi e tagliandi di ultima generazione. Almeno in Italia. La genesi dello stadio Luigi Ferraris, inaugurato ufficialmente il 22 gennaio del 1911 (il Genoa venne sconfitto, poi vinse a tavolino la sfida con l’Inter), conduce alla porta di un genoano, o meglio, di un socio con i fiocchi e controfiocchi. L’avvocato Musso Piantelli. Ancora oggi famiglia di tifosi veraci. Il 30 luglio del 1910 venne firmato il contratto per la concessione del nuovo campo, ‘o campo do Zena’, ricavato all’interno del galoppatoio della villa di proprietà. A una condizione: la tutela del maneggio. Tribune e chalet sorsero ad abbellire il quadro. Il mitico terreno di San Gottardo, non più rispondente alle esigenze, venne dismesso dall’utilizzo. Anni fa il popolo rossoblù, per esprimere la propria affezione, si rese protagonista di una dimostrazione passata alle cronache, dando vita a una catena umana che abbracciava tutto il perimetro dell’impianto.

 

 

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