Il 27 marzo di un anno di grazia, sempre lodato sia. E’ il 1904. Della serie. Quando la macchina del tempo fa brillare la leggenda del Genoa. La luce che dà colore alle imprese dei pionieri. Il cono visivo dove è riflessa la serie di scudetti. Sul campo di Ponte Carrega, nella finale che assegna il titolo con la Juventus, il terzino Bugnion azzecca il tiro della domenica. E’ il gol che salda alla storia il punteggio: 1-0. Il tiro cross da metà campo, tra il vento che complica la lettura e il portiere avversario, Durante, distratto da un safari a caccia di farfalle, consegna la conquista di un altro titolo. In premio c’è anche la Coppa Fawcus, tra i trofei più antichi del football italiano. Una parente stretta della Coppa Duca degli Abruzzi, una cugina della Palla Dapples. Pietre miliari. E’ il Genoa del presidente Pasteur. E di uomini che, assieme a quei baffi, mostravano pelo sullo stomaco. Questa la formazione: Spensley, Bugnion, Rossi P., Scholler, Senft, Pasteur I, Salvadè, Goetzlof, Agar, Pasteur II, Pallerani.

 

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