Si torna a casa con zero punti e una prestazione lontana parente dell’esordio. Troppi pochi gli sprazzi in cui le cose vanno, dentro una serata da dimenticare, o da prendere come esempio per cambiare registro. La vigilia che scombussola i piani ha un peso sotto l’aspetto della tranquillità, urge però voltare pagina e rimettersi sotto a capofitto. Il Napoli ne fa sei, il Genoa non è pervenuto. Lo racconta il risultato. Lo confermano tecnica dei protagonisti, opportunità da rete, impermeabilità difensiva e capacità di imprimere ritmo per incidere nei momenti topici. Il Genoa crolla nella ripresa dopo una prima frazione che faceva pensare altro. Partono meglio gli azzurri che al primo, vero affondo vanno in gol. È Lozano, sul taglio di Mertens, a bucare Marchetti che fa quel che può. La palla passa la linea e l’idolo di casa Osimhen, di lì a poco, sfiora il raddoppio con un bolide a lato. I nostri concedono qualche spazio e si infervorano nel prendere le misure. Pagato il dazio però salgono di tono trovando terreno fertile con cambi di gioco veloci e aumentando la pericolosità dalle parti di Meret. Pellegrini e Zappacosta spingono sulle fasce, le distanze tra i reparti si accorciano intorno al filtro del centrocampo. Grossa come una casa è l’occasione che capita a Lerager, a porta spalancata, ma il ciuccio per festeggiare resta nella tasca. Peccato capitale! I locali fanno pendere l’ago dalla loro parte pungendo con altri due tentatativi di Lozano e Osimhen. Fino alla trequarti il Vecchio Balordo, in maglia scura Zena, arriva con fluidità. Da lì in avanti è un’altra storia. La doccia gelata è servita al rientro, quando Zielinski, al termine di un fraseggio rapido tra più uomini, incastona il raddoppio con precisione e potenza. Mister Maran inserisce Ghiglione e Pandev dando il cambio a Zajc e Pellegrini. Più facile risalire la corrente per un salmone senza pinna, che il risultato su questo campo viscido per capitan Biraschi e compagni. Una leggerezza figlia dell’imprecisione apre di nuovo una voragine in cui Mertens pesca il 3-0. Il Genoa non c’è a livello di attenzione e concentrazione, è rimasto con la testa negli spogliatoi. I cannibali in maglia azzurra danno anche il quarto, quinto e sesto morso con Lozano (doppietta), Elmas e il subentrato Politano. Nei tiri al bersaglio gli avversari fanno centro con una percentuale monstre e grazie a una serie di regali da prego si accomodi. Il resto è una lunga attesa verso il triplice fischio che mette la parola fine. Può essere dolce in qualche modo dopo una sconfitta così.

 

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14-08-2022 20:45