LE ROVESCIATE DI TOJO SARDELLI

 

Vittorio Sardelli, detto ‘Tojo’. Nato il 10 giugno 1918 da famiglia originaria della Venezia Giulia a Borgo Val di Taro, in Emilia, ma ligure di adozione. Dodici stagioni in rossoblù dal 1939 al 1951, per 245 gare ufficiali e tre reti con il Grifone sul petto. Una pietra miliare nella storia del club più antico in Italia, un capitano nato. Professione? Terzino sinistro, in un calcio in evoluzione continua. E che l’ha reso memorabile di un gesto atletico che fa sognare ancora oggi: la rovesciata. Sforbiciate a spazzare l’area, di quelle che restano scolpite nell’immaginario. Secondi interminabili in cielo con la schiena orizzontale al manto verde, prima di impattare col pallone e scongiurare i pericoli. Uomo chiave di quel sistema, che fu introdotto in Italia da ‘mister’ Garbutt. Il mister dei mister. Dopo aver smesso rimase legatissimo al Genoa e a Genova. Il suo emporio di sedie e arredamento da giardino, sotto la tribuna dello stadio Ferraris, è stato per anni meta di pellegrinaggio di amici e tifosi.

 

 

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