Milanese di nascita. Da ragazzo si trasferì a Genova, tra i portuali di San Teodoro. Un debole per il Genoa e gli scorci che imperlano la Liguria. Lo chiamavano “Pantera Bionda”. Per quei capelli color pannocchia. Di più. Per il furore che sprigionava in ogni contrasto. Palla o altro. Duro come il marmo, là in mezzo al campo, Lino Bonilauri, nato l’11 luglio 1911. Come dire? Uno da Genoa. Giocatore per sei stagioni, sollevò la Coppa Italia nel ’37. Esordì 18enne in Serie A, al Ferraris, in una partita con il Brescia (4-0). Era il 20 dicembre del 1931. Eh, sì. Passò un bel Natale. Anima e corpo. Dedizione totale alla causa. Poi allenò elevandosi a maestro di vita nelle giovanili, da dove predicava l’amore per la genoanità e i suoi valori. Per due volte venne chiamato al servizio della prima squadra. Generazioni di talenti spiccarono il volo sotto di lui. Tra i tanti: Ramon Turone e Roberto Pruzzo. Spostava l’asticella sempre un po’ più su. Se n’è andato nel 1971.

 

 

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