Un piede, il sinistro, caldo in tutte le stagioni. Uno specialista delle punizioni: i cosiddetti tiri a ‘foglia morta’. Partivano piano. Ma sottostavano a traiettorie poco leggibili per i portieri. Parabole cariche di effetto, zac, più che di velocità. Carezze al pallone. Non pedate tanto per. Una sensibilità tattile, allenata come si conviene ai doni assegnati dalla natura. Mario Corso, nato il 25 agosto del 1941, ha scritto grandi pagine della storia del calcio italiano. Quindici stagioni all’Inter vincendo tutto. Le chiamate in Nazionale. Due annate al Grifone con 23 presenze e 3 reti (una all’Inter di testa), la prima con ‘Sandokan Silvestri in panchina. Poi venne nella seconda (3 presenze) venne inghiottito da una frattura alla tibia. Dopo il rientro, un altro crack pose fine alla carriera. Lo aspettava quella di allenatore.

 

 

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