Beata gioventù. Eh, già. Perché affrontare avversarie di 10 o 20 anni più grandi, come può accadere ogni settimana al Genoa Femminile, terzo nel girone A di Serie C, mica è uno scherzo da… ragazze. Oppure sì. “Il calcio è bello tutto…” racconta Marco Oneto. Una vita in rossoblù da tecnico nel settore giovanile. Alle spalle i lavori in staff di prime squadre professionistiche italiane ed estere. “Stiamo facendo esperienza in un campionato nuovo. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione un gruppo serio, allevato con bravura dai dirigenti e con tatto e competenza dai predecessori. Il salto è stato notevole provenendo da format giovanili e confini regionali. Sono cambiati i parametri. Stiamo perseguendo un percorso di crescita per migliorare mentalità e atteggiamento. Durante la pausa abbiamo mantenuto alta la tensione coltivando gli stimoli, e arrivando a indossare le maglie di gara ufficiali in test di allenamento. Non abbiamo mollato”.

Le vittorie portano sempre entusiasmo. Proprio come il sole di queste giornate in cui specchiarsi tra le meraviglie paesaggistiche e ambientali della Liguria. Due consecutive dopo la ripresa del torneo. “Teniamo la testa bassa e andiamo avanti. Il calcio è bello tutto… Maschi e donne non c’è differenza. E’ stata una delle prime cose che ho voluto mettere in chiaro il giorno delle presentazioni. C’è da mettere in campo solo una sensibilità più affinata, a partire dal modo in cui si trattino gli argomenti. Come accade a scuola le ragazze sono attente. In classe hanno un’intraprendenza e una curiosità sviluppate. Allenare una squadra femminile mi sta arricchendo come uomo e sotto l’aspetto professionale. Devo ringraziarle per le emozioni che sto vivendo. Così come tutto lo staff. A partire dal responsabile Santo Bignone e al dirigente accompagnatore Marco Bascherini, o collaboratori come Sonia Manfucci e Umberto Manazza che mi danno una grande mano”.

 

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08-12-2022 15:00
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