Come rovesciare il mondo. C’è chi può. Non è finita, chiaro. Resta il fatto che in nove giornate mister Nicola abbia ribaltato l’andazzo. Fuori per la prima volta dalla zona rossa, da quando si è insediato, pur continuando a vedere il baratro a un passo. Il cielo capovolto. Quattordici punti dopo la vittoria con il Milan. Terzo successo nelle ultime quattro. Un Genoa vulcanico aveva chiesto alla vigilia. Non zampilla felicità, ma soddisfazione sì. “Mi è piaciuta la partita per come è stata interpretata, pure nelle difficoltà degli ultimi venti minuti” il commento a botta calda. “Mi è piaciuto lo spirito, in particolare dei giocatori che non sono stati impegnati. Non era facile venire qui e fare una prestazione di questo livello. I ragazzi sono stati bravi, ho visto una squadra di uomini veri. Se c’è questa qualità, qualunque progetto tattico può avere una valenza. Non è stata una scelta abbassare il baricentro, piuttosto una conseguenza dell’abilità del Milan. Sapevamo che sul loro giro palla potevamo andare incontro a complicazioni nei tempi delle uscite, avendo l’inferiorità numerica sulla prima linea di pressione. Non era la nostra idea, piuttosto una strategia dettata dalle condizioni per restare compatti. Il nostro intento di solito è quello di aggredire più avanti, siamo stati sufficientemente umili e dico che possiamo crescere. Deve passare il concetto che abbiamo bisogno di tutti, a partire da recuperare gli infortunati. I tifosi? Cerchiamo di essere coerenti nei messaggi, stanno facendo tanto per noi. La cosa più difficile è stata non averli vicini. Abbiamo immaginato che fossero qui. Quel saluto finale era per dire grazie: ci siamo, andiamo avanti. Abbiamo bisogno di voi”.

 

 

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