Il Genoa vince a Bologna (2-0), certifica la salvezza alla terzultima giornata e il 15^ campionato consecutivo in Serie A. Una vittoria fortissimamente voluta e afferrata con intelligenza, cuore, applicazione. Il primo tempo è scandito da capovolgimenti di fronte, giocate calibrate, ritmi sostenuti. La partita è piacevole e l’approccio viaggia su rotaie oliate. Troviamo il vantaggio dopo un tentativo di Shomurodov, bloccato a terra da Ravaglia e un palo timbrato da Tomiyasu: Masiello è sul pezzo per deviare la traiettoria di quel che basta. Minuto 13. Badelj lancia con il contagiri Zappacosta: il 77 estrae dalla fotocopiatrice la saetta già esplosa col Sassuolo. Quarto gol personale, terzo da fuori area. Chapeau! La reazione casalinga coccia contro gli interventi risolutivi di Perin che chiude su Orsolini. Poi le conclusioni di Palacio e Barrow, nel mentre in cui gli avversari spingono in forze, sfilano sul fondo. Prendiamo fiato e torniamo a renderci pericolosi con uno scavetto di Scamacca che per poco non scuce dalle tasche il raddoppio. Dentro Rovella in sostituzione dell’infortunato Badelj. Giochiamo contro vento. Ma il nostro scafo solca le onde che è un piacere prima del riposo. Ripartiamo nella ripresa con le attenzioni che ‘Balla’ aveva chiesto alla vigilia. Siamo formidabili a tenere alla larga Palacio e compagni dall’area di rigore. Nella loro ci prendiamo un penalty (il terzo del campionato, mano di Danilo) trasformato da Scamacca. Pallone da una parte, portiere dall’altra. Rischiamo poco o nulla strada facendo anche quando cambiano gli interpreti. Dalla nostra entrano Radovanovic e Zajc, nel finale Cassata e Pjaca (protagonista subito con un bel sinistro). Per gli emiliani solo una ‘telefonata’ di Skov Olsen a Perin. Mettiamo il match in ghiaccio e alziamo le mani al cielo. Ci sta!

 

 

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08-12-2022 15:00
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