Che notte, quella notte. Il flash-back porta a un’impresa rimasta nei cuori e negli annali. “We Are Genoa” campeggiava in un lungo striscione nei Distinti. Genova, alla fine, festeggiò. Era il 4 marzo del 1992, andata dei quarti di Coppa Uefa con sua Maestà, il Liverpool. Il senso della storia, l’incrocio con le origini, l’orgoglio di una città. Una partita che diventò una ciambella con il buco nel primo tempo. Fu Fiorin a realizzare al volo sotto la traversa, sotto la Gradinata Nord. Spiovente dalle retrovie, spizzata del gigante Skuhravy, tacco del Pato e zac, il Grifone che marca il vantaggio. “Per un paio di minuti non ci capii più niente” ricorderà Valeriano in un docu-film di Rai Sport. Beh, i buchi divennero due a due dal triplice fischio. Punizione catturata da settepolmoni Ruotolo, e le tre dita di Claudio Branco, ciaff, impressero il secondo schiaffo a effetto. Genoa 2, Liverpool 0. Un’altra pagina da leggenda, da lì a due settimane, tra il coro di ‘you’ll never walk alone’. Ad Anfield. “Temevamo il ritorno, ma poi…” disse il saggio Osvaldo Bagnoli. Il Mago della Bovisa e i suoi formidabili ragazzi.

 

 

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05-02-2023 16:15