Nel freezer del Ferraris il Genoa mette in ghiaccio la terza vittoria, la seconda dell’era Ballardini con una prova di sostanza, badando al sodo e mantenendo inviolata la porta dopo tredici partite. La strada resta in salita.

E’ frizzante come un sorso di lambrusco l’avvio di Radovanovic e compagni. Pochi secondi e Destro potrebbe conficcare il veleno dell’ex, il morso lascia rimpianti senza incidere. I nostri arrivano con una certa facilità alla conclusione, contro un Bologna che riparte meglio di quanto difenda. Ci provano Criscito (respinta), Behrami (debole) e Zajc (bloccata), prima che gli ospiti riemergano dalle sabbie con una qualità tecnica apprezzabile e un gioco sin troppo manovrato. Un possesso sterile che si rispecchia in se stesso. La verve dell’inizio evapora come neve al sole, però il Genoa lotta ed è vivo in ogni zona, badando a mantenere il baricentro basso. In mezzo saldiamo pezzi come manco alla Fincantieri, senza riuscirci sempre, per costruire barriere frangi azioni. Gli ospiti escono dal letargo in zona gol con un sinistro dal limite di Orsolini, smanacciato alla perfezione da Perin. È una partita bloccata quella che si incanala verso l’intervallo. In difesa c’è sempre un piede utile che aiuta a tenere botta. Un guizzo? Un’idea? La fiammella della speranza diventa fuoco con il vantaggio di Zajc. Shomurodov fila come un orient express sulla destra, Zappacosta timbra il biglietto e lo sloveno, sulla ribattuta di Da Costa, arriva per primo alla stazione e la caccia dentro. Hurrah!

La ripresa si apre con gli ingressi di Ghiglione e il giovane Eyango, uno dei talenti della scuderia Primavera del ds Taldo. Gli emiliani provano a fare il ragù con gli stessi ingredienti, concentrando un paio di cross taglienti e salvandosi su un tentativo aereo di Bani in libera uscita. Il tema è delineato con gli uomini in maglia bianca a spingere e noi in prevalenza a marcare. Destro, Destro, sempre Destro. Di destro. E sono due! Il canterano esibisce la specialità della casa, intercettando il pallone su regalo di Schouten e appoggiandolo a Mattia. L’esecuzione è una sentenza. Una boccata di ossigeno per non essere costretti a camminare in bilico sul filo. Sopportiamo la fatica con lo spirito di sacrificio dei camalli sulle navi ormeggiate in porto. Recintiamo abbastanza bene l’area di rigore, in attesa di incastonare magari un altro gioiello nella loro. Le interruzioni fanno riprendere fiato e permettono di mettere ordine alle linee, con la colonna sonora delle urla di mister Ballardini. Un rap rossoblu’. Entra anche Lerager. Le opportunità da rete latitano da entrambe le parti, quando resta un quarto d’ora e spiccioli. Il Bologna esercita una pressione costante, ma il Grifone ci mette l’anima e qualcosa di più. C’è spazio dalla panchina prima per Pjaca e quindi per Melegoni. Questa sera la barca va, e lasciamola andare.

 

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05-02-2023 16:15