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08.01.26
Partite





Il riso è scotto – Torniamo a casa con un punto d’oro. Eh, già. Un punto a partita e si arriva al porto della salvezza. Ci tocca però riprendere l’autostrada con un rammarico grande così, come il cuore messo in campo. Alla fine il pareggio ci sta, per diamine. Come il rimpianto di avere solo annusato il profumo del colpo grosso. L’urlo resta strozzato in gola nell’ultimo flash dei fotografi, quando c’è più nulla da giocare, e Stanciu calcia sopra la traversa il rigore procurato da Ellertsson. Disputiamo un primo tempo pieno di contenuti, sfidando gli avversari metro su metro, palla su palla e tenendo botta nella seconda parte, con un pizzico di fortuna, finché riusciamo a contenere la forza d’urto.


L’amaro è in fondo – Ordine, carattere e personalità sono il mastice con cui incolliamo il primo tempo. Colombo ci apre le porte del paradiso alla mezzora, su assist di Malinovskyi, dopo un tentativo di Gabbia (traversa) e quello più tardi di Leao sul quale Leali decolla. Un’occasione, un gol. Concreti al momento giusto. Applicazione lucida e garretti fumanti. Dopo l’intervallo arretriamo il baricentro. Pulisic ci riprova con il braccio, Mariani e il var ravvisano l’irregolarità. Bartesaghi spedisce sul fondo, Colombo per poco non realizza il raddoppio, mentre Leali salva su Pulisic in contro tempo. L’amaro è nel finale. Leao pareggia quasi allo scadere del recupero. La fuga per la vittoria di Ekhator, da cui deriva l’atterramento di Ellertsson, è vanificata dall’errore dal dischetto.


